Maglia e bandana commemorative in onore di Marco Pantani

Leggi lo speciale »

Segnando il decimo anniversario della morte di uno dei campioni più controversi del ciclismo, l'edizione Pantani della Super Lightweight Jersey ne celebra anche lo status di leggenda. Studiata per il caldo intenso e le scalate in montagna, questa maglia è realizzata in un tessuto principale che risulta confortevole sulla pelle e si asciuga rapidamente. Questo tessuto principale, rosa come l'omonima maglia, è impreziosito da un motivo ispirato ai graffiti dei devoti ammiratori di Pantani, visibili ancora oggi sulle salite che lui ha conquistato. La grafica include inoltre la scritta "il Pirata" sulle spalle e altri simboli e ricami correlati alla carriera di Pantani.

La struttura delle tasche è stata rielaborata per una maggiore robustezza, la maglia viene fornita con una bandana di cotone, in ricordo di quelle spesso indossate da Pantani stesso. In un angolo sono stampati i loghi Rapha e Pantani.

Una percentuale del ricavato della vendita di ogni Pantani Jersey andrà alla Fondazione Pantani, un'organizzazione di beneficienza fondata dalla madre di Marco, Tonina Pantan, per aiutare i bambini svantaggiati. Se voui saperne di più sul lavoro della Fondazione oppure fare una donazione personalmente visita: http://www.pantani.it/scheda.php?id=49

Per capire meglio il perché della commemorazione di Marco Pantani, e la nostra associazione con la Fondazione Pantani, vi invitiamo a leggere l'intervista con il presidente e fondatore di Rapha, Simon Mottram.

Marco Pantani: 1970 – 2004

Marco Pantani fu il primo italiano dopo Fausto Coppi a vincere la doppietta Giro/Tour e, come Coppi (in modo molto più tragico) cadde pubblicamente in disgrazia. Il modo in cui aggrediva le montagne lasciava senza fiato sia gli spettatori sia gli avversari. Ma come una rockstar segnata da un destino tragico, ai suoi enormi successi seguirono disgrazie altrettanto clamorose. Radiato dallo sport e passato dall'altare alla polvere dopo essere risultato positivo a un test antidoping, Pantani cadde in una solitudine che gli risultò fatale e morì per avvelenamento acuto da cocaina in una stanza d'albergo, nel giorno di San Valentino del 2004. Ispirato, spaccone, sovversivo, magico: il suo stile di corsa è rimasto ineguagliato.

“Prometeiche accelerazioni ogni volta che la strada s'inclinava verso il cielo, avvezzo a guizzare come un pesce fuori dal branco e a scomparire nel blu. L'unico metodo di Marco era sfrecciare su per la salita fino a quando, guardando in basso da grande altezza, i suoi rivali apparivano come distrazioni distanti, persi in un punto imprecisato molto più in basso di lui.” – Matt Rendell, The Death of Marco Pantani

Principali caratteristiche: